Ha attraversato un secolo di storia, animato la passione di tre generazioni, e dato lavoro a decine di famiglie. Ha radici antiche la “Fattorie Azzolino”, che si spingono fino all’alba del Novecento: per risalire alla nascita dell’azienda bisogna infatti ripercorrere all’indietro il secolo appena trascorso. Occorre tornare agli anni in cui, in una economia rurale, il capostipite Francesco Sacco decide di mettere a frutto l’amore per la terra e la passione per la vite: nasce così un’azienda agricola che ha sede in un vecchio casale in contrada Azzolino in territorio di Monreale a monte del paese di Camporeale.

  Le prime “sfide”: da Camporeale alla Francia e all’Inghilterra

  Francesco Sacco mette in piedi in pochi anni una realtà che cresce costantemente ed espande i suoi interessi anche al di là del territorio del piccolo centro di Camporeale, creando le basi per una trasformazione che arriva all’indomani della Seconda Guerra. Intorno agli anni Cinquanta infatti l’azienda, nella cui amministrazione è subentrato il figlio Attilio, decide di accettare la sfida della trasformazione agroindustriale, correndo al passo con l’economia del tempo che comincia a sviluppare nuovi sistemi di produzione. L’ azienda vinifica, oltre ad uve proprie, anche uve acquistate da altri produttori. Diventa nel giro di qualche anno punto di riferimento per i produttori agricoli di un vasto territorio compreso tra le campagne di Camporeale e Monreale. La crescita è così rapida che in poco tempo, sotto la guida di Attilio Sacco, l’azienda diventa la più grande cantina privata di quel territorio. I suoi rapporti commerciali superano lo stretto di Messina e creano le basi per l’ultima e definitiva fase di crescita.
Negli anni ’70 infatti la cantina Sacco, nella cui amministrazione lavora già anche il nipote di Francesco Sacco, Franco, supera le Alpi e riesce a esportare i propri vini bianchi e rosati fino in Francia ed in Inghilterra. La sua produzione si caratterizza per una grande qualità frutto di uve selezionate nel territorio. I confini territoriali dell’azienda raggiungono la massima estensione fino a quelli dei produttori agricoli che gravitano nella sua orbita: alla cantina fanno capo infatti oltre cinquanta produttori locali, vi lavorano decine di operai fino alla fine degli anni ’80.

  La rinascita e l’accordo con la Cantina di Nomi

  Intorno al 1987 l’azienda attraversa un periodo difficile, che ricalca quello che il settore vive in tutta l’isola e chiude i battenti. Ma solo per qualche anno. Nel 1994 Franco Sacco, abbandonata la sua attività professionale, riprende in mano le redini dell’azienda n ata dalla passione del nonno ed irrobustita dalla tempra del padre, estirpa i vecchi vigneti e progetta un impianto di Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon, Merlot, Sirah, e riattiva i vecchi rapporti commerciali reinvestendo nell’azienda tutte le proprie energie morali e finanziarie. I tempi però sono cambiati ancora una volta: siamo nell’epoca dei rapporti di “partnenariato”. A distanza di cento anni l’azienda si trasforma da azienda familiare a Fattorie Azzolino Srl, ma senza dimenticare le proprie radici, testimoniate da quella sede sociale che dalle colline di Camporeale sovrasta ancora la vasta vallata “Azzolino”. La scelta del partner trentino vanta infatti una storia non indifferente: “I nostri soci – racconta Franco Sacco – sono stati attratti dalla nostra storia, dalla tradizione e dal ruolo che l’azienda ha sempre svolto”. Da qui l’intesa con la Cantina di Nomi, splendido paese di origine medievale adagiato sulla riva destra del fiume Adige nella Vallagarina, fertile e soleggiato giardino dove crescono e maturano alcune tra le migliori uve del Trentino. E a dispetto delle geografie le terre di Camporeale e di Nomi si fondono così secondo il credo comune delle loro genti: la semplicità, la tenacia e l’orgoglio del proprio lavoro. Le stesse qualità che a distanza di cento anni si ritrovano nella prima bottiglia della Fattorie Azzolino, lo Chardonnay IGT Sicilia 2000, in cui il sole e i colori della Sicilia si mischiamo armoniosamente ai profumi delle barriques trentine. Inizia un altro secolo di storia.